23 - 31 maggio 2008 "Di qui passò Francesco"

Arrivati!!!!

Dopo molti allenamenti finalmente affrontiamo la prova: il 23 maggio partiamo, accompagnati da fr. Mauro, da Breganze con destinazione La Verna, dove inizia il nostro pellegrinaggio. Siamo in otto, Sebastiano, fr. Andrea, Vanni, Andrea, Cristiano, Andrea, Francesco e Mauro, tutti carichi di speranze e di buona volontà ma anche timorosi…..ce la faremo? Vi confermiamo che ce l’abbiamo fatta tutti quanti anche se è stata “dura”. Vi raccontiamo in breve le nostre giornate….  

Sabato 24 maggio - Prima tappa: dal santuario di La Verna all’eremo di Cerbaiolo  

Lasciamo di buon’ora l’antica casa di la Beccia ospiti di suor Priscilla e delle sue consorelle. Attraversiamo, in una magnifica giornata di sole, tra bei pascoli e ginestre fiorite, l’appennino toscano per giungere a Pieve Santo Stefano, chiamata la “città del diario”. Qui pranziamo seduti nel parco cittadino. Ricaricati dal pranzo, affrontiamo una dura “pontara” (salita) che ci porta, con fatica, al bellissimo eremo di Cerbaiolo dove siamo calorosamente ospitati da Chiara, una suora terziaria delle sorelle di S. Elisabetta che da quarant’anni vive lì con capre, gatti, cani…e con il nuovo “ospite”: l’alocco. Lì incontriamo una coppia di sposi Fiorentini che a più riprese incroceremo nei prossimi giorni.  

25 maggio - Seconda Tappa: dall’eremo di Cerbaiolo a Sansepolcro  

Salita, salita…. salita! Tappa “tosta”: molta strada, tanti sali scendi, qualche imprevisto e incontri adrenalinici. Lasciamo l’eremo e ci dirigiamo verso il valico di “Via Maggio” dove ci aspetta un’ottima colazione e un giovane un po’ “alticcio” che ci riempie di offese senza ragione (non sapevamo che questo era solo “l’antipasto” di quello che avremo ricevuto in quel giorno…).  Ripartiamo, il sentiero sale ancora e, appena usciti da un boschetto siamo inseguiti da un toro piuttosto minaccioso che per ragioni di forza maggiore ci fa affrettare il passo.Dopo qualche Kilometro  siamo costretti a guadare un torrente e subito dopo ci perdiamo… momenti di  panico! Per fortuna la confusione dura poco e riprendiamo con sicurezza e uniti il cammino. Sul più bello che decidiamo di fermarci per riposare un po’ inizia a piovere e quindi in velocità ripartiamo per arrivare all’eremo di Montecasale. E’ Proprio qui che iniziano “i canti”  di gruppo, canti che a più riprese nel cammino verranno intonati aiutandoci così ad alleggerire momenti difficili per la fatica del viaggio. Pensiamo di avercela finalmente fatta, vediamo a fondo valle Sansepolcro e sembra di avere davanti a noi solo discesa… mai vi fu previsione così sbagliata: poco prima di entrare in città affrontiamo una bella, simpatica, desiderata “pontara”.  Arriviamo così “distrutti” al convento dei Servi di Maria  dove dormiamo in maniera spartana, e dove a risollevarci è una favolosa cena. In serata passeggiata e gelato in centro a Sansepolcro. Al mattino ci troviamo preparata  un’abbondantissima colazione, buona “benzina” per il cammino.  

26 maggio - Terza Tappa: da Sansepolcro a Città di Castello  

Decidiamo di partire presto per evitare le ore più calde, ci incamminiamo a cuor leggero intonando insieme canti e scherzando tra di noi, siamo sereni perché la guida del percorso ci segnala una giornata di lievi sali scendi e quindi piuttosto facile: siamo in effetti ancora stanchi dalla giornata precedente e il pensiero di averne una un po’ più semplice ci fa marciare convinti. Ma ancora una volta sbagliamo le nostre previsioni: affrontiamo la salita per Citerna con troppa veemenza cosicché quando entriamo in paese siamo già “belli cotti”, per fortuna la fornaia, dove ci fermiamo per comperare il pane per il pranzo, ci regala un pezzo  di torta fatto con le sue mani che ci ridona un po’ di energia.  A Citerna incontriamo anche un bel cane, un Labrador, che ci seguirà per tutto il giorno, fino a quando, ormai alle porte di Città di Castello, una famiglia si offre di tenerlo per evitare che si avvicini troppo alla pericolosa per lui strada statale. Lo abbiamo battezzato Teo. Prima di arrivare alla meta dobbiamo comunque affrontare un’altra bella “pontara”  fino alla località Le Bugne. Qui decidiamo per un momento di sosta. Ripartiamo rendendoci però conto che il passo troppo “sportivo” e il sole cuocente ci sta stancando troppo e non ci permette di “gustarci” la camminata. Decidiamo quindi di evitare l’ascesa all’eremo del Buon Riposo e seguendo il consiglio di un simpatico signore  entriamo a Città di Castello seguendo un sentiero ombreggiato  lungo il fiume Tevere. Il sentiero è “incantevole”, ed è ombreggiato da betulle giganti che rilasciano dei fiocchi bianchi…sembra stia nevicando.  Arriviamo spossati, causa anche le alte temperature del giorno, nel convento delle Clarisse che ci ospitano in un bellissimo attico. Qui conosciamo suor Imelda che ci incontra e ci invita calorosamente a fermarci da loro per un giorno per riprendere vigore. Riflettiamo all’interno del gruppo e decidiamo di fare sosta. Il pellegrinaggio non è una corsa contro il tempo per acquisire “meriti”  attraverso le prestazioni fisiche messe in campo, “della serie ho fatto 200 Kilometri in 30 ore”…ma per noi è ben altro!!!!!             Seguiamo il consiglio di suor Imelda e decidiamo che il giorno seguente sarà dedicato al riposo e alla visita di Città di Castello.

 27 maggio – Terza Tappa: giornata a Città di Castello e trasferimento a Pietralunga  

Riusciamo a dormire più del solito, poi con calma andiamo per la Città e visitiamo la Pinacoteca Civica dove tra l’altro ammiriamo delle opere di Raffaello e di De Chirico. C’è un clima molto disteso e rilassato. Rientriamo nel convento per il pranzo. Sembra che la giornata si svolga al meglio, ma  dopo pranzo, ci esplode una moka di caffè, fortunatamente nessuno si fa niente ma abbiamo rovinato la cucina delle suore e pure il bel clima che fino a quel momento aveva contraddistinto la giornata. Anche qui confrontandoci si decide di offrirsi per ridipingere la cucina, non si può lasciare la stanza così “imbrattata”. Due di noi si rendono disponibile a rimanere lì il girono seguente per ridipingere mentre gli altri sei continueranno il cammino con l’intenzione di ritrovarci poi nella successiva tappa. Così convinti incontriamo suor Imelda che ci “obbliga” invece a continuare assieme il cammino perché il giorno seguente doveva venire il padre di una consorella a dipingere e sistemare alcuni luoghi del convento e così avrebbe tinteggiato anche la cucina. Veramente la Provvidenza ha vie che noi non conosciamo!!! Sembra che a Suor Imelda non interessi molto la cucina. Ci chiede se la sosta è servita e ci saluta.  Ripartiamo ancora turbati da quanto successo e ci trasferiamo a Pietralunga.  Alla sera una buonissima ed economica pizza e soprattutto l’amorevole accoglienza di don Salvatore ci sollevano gli animi.  

28 maggio – Quarta Tappa: da Pietralunga a Gubbio  

Dopo un giorno di pausa, felici riprendiamo a camminare, ne sentivamo quasi la mancanza. Decidiamo di dedicare al “silenzio” l’avvio della giornata. Si inizia il cammino tutti in silenzio e si rimane così per la prima mezz’ora. Così faremo anche per le successive tappe. E’ un momento incredibile, si sentono solo i nostri passi, il canto della natura che si risveglia e poi molto di più…, l’essere a piedi carichi del proprio zaino, carichi di ciò che ognuno porta delusioni, fatiche, speranze ….e Assisi si avvicina… Seguendo i consigli di don Salvatore prendiamo una strada diversa da quella indicata dalla guida, quindi il percorso verso Gubbio diventa una lunga discesa su asfalto. Riusciamo pure a perderci ma arriva a “salvarci” don Salvatore (fedele al suo nome) che ci indica la via giusta. Una volta giunti in pianura ci avviciniamo a Gubbio sotto un sole bruciante attraversando bei campi di papaveri. Le vesciche di qualcuno di noi iniziano a farsi ben sentire. Nella città eugubina  pranziamo con una focaccia tipica chiamata “crescia”. Siamo ospiti delle suore di clausura domenicane. Pomeriggio e serata all’insegna del riposo e della visita all’incantevole città di Gubbio.  

29 maggio – Quinta Tappa: da Gubbio a Biscina  

A svegliarci sono i tuoni di un brutto temporale ma “miracolosamente” al momento della partenza tutto si quieta. La sveglia è alle ore 5.00, mai ci eravamo svegliati così presto. Partiamo “in silenzio” tutti uniti.  Come indicato nella guida raggiungiamo la località “la Vittorina” e imbocchiamo il sentiero francescano della Pace che ci accompagnerà fino ad Assisi. Oggi manteniamo un passo molto sportivo e maciniamo in velocità Kilometri. Attraversiamo bei sentieri tra i boschi con vari sali scendi, dobbiamo nuovamente guadare un torrentello. Arriviamo molto presto alla meta della tappa, agriturismo Biscina costruito nei pressi di un antico castello; ci rendiamo subito conto di aver corso troppo e mentre ne discutiamo, consci di non aver gustato pienamente il cammino, esplode un forte temporale con pioggia e grandine. Oggi proprio non riusciamo a prendere la pioggia!!! Dopo esserci ben rinfoccilati in agriturismo, e mentre continua a piovere, ci concediamo un pomeriggio di relax in un luogo proprio bello. Domani arriveremo ad Assisi e ci rendiamo conto che questa è l’ultima sera che passiamo solo tra noi otto, dopo cena nasce quindi quasi spontaneamente un momento di condivisione. Il clima tra di noi e molto bello e leggero anche se sta già prendendo forma la nostalgia per questi momenti speciali. Ci diamo la buonanotte, domani si arriva… che S. Francesco continui a vegliare sul nostro cammino.  

30 maggio – Sesta Tappa. Da Biscina a Assisi  

Decidiamo finalmente insieme di rallentare il passo e gustarci ogni Kilometro dell’ultima tappa. Partenza alle ore 6.30, dopo le pulizie della casa. Inizio cammino nel silenzio. Il tempo è variabile. Lasciamo Biscina passando per un bel sentiero in mezzo a prati e boschi, passiamo anche alcuni “guadi” un po’ scivolosi e quando arriviamo sulla strada asfaltata che porta verso la Barcaccia inizia una “strana” pioggerella che più che bagnarci ci rinfresca. Poi esce il sole che si asciuga completamente. Raggiungiamo la località Barcaccia.  Qui un simpatico vecchietto ci mostra fiero il suo orto ma soprattutto i resti della barca che fino a qualche decennio fa serviva per attraversare il fiume Chiascio. Mantenendo il proposito del passo calmo tra una barzelletta e un canto arriviamo a Valfabbrica dove compriamo il pane e gli affettati e ci concediamo una sosta. Giunti dopo l’ennesima pontara in località Pieve San Nicolò, finalmente una volta scollinato, vediamo per la prima volta Assisi sotto il monte Subasio. Ci viene la pelle d’oca!!! La fatica sembra scomparire e aumenta sempre più il desiderio di entrare nella città del Santo. Insieme arriviamo dopo ancora un’altra bella salita alle porte di Assisi e non possiamo che scambiarci abbracci di gioia. Ancora tutti stretti, da porta San Giacomo scendiamo, trai turisti allibiti, fino alla Basilica per entrare in Cripta a salutare Francesco. Qui viviamo un momento particolarmente commovente, prendiamo uno dei nostri foulard  e una volta asciugato il sudore di ognuno di noi, lo posiamo sulla Tomba. Usciamo dalla basilica e andiamo a mettere l’ ultimo timbro nella credenziale. Ce l’abbiamo fatta!!!!! Affrontiamo quindi gli ultimi Kilometri che ci separano da Santa Maria degli Angeli e dall’adiacente ostello “della Perfetta Letizia”, gestito amorevolmente da Angela Serracchioli, l’autrice del libro “Di qui Passò Francesco” che ha ispirato il nostro cammino. L’ostello è un crocevia di persone in cammino, cosicché condividiamo la cena (e un tratto di vita) con altri pellegrini. In serata arriva a recuperarci Carlo, è emozionante incontrare chi ci aveva una settimana prima salutato e potergli raccontare tutte le nostre avventure, è però ormai evidente che la nostra esperienza si sta concludendo e questo un po’  ci rattrista. La speranza è quella di poter condividere e trasmettere agli altri amici di Cà delle Ore lo spirito che abbiamo vissuto in questi giorni.  Alla fine di ogni esperienza si dovrebbe dire morale della storia oppure questa esperienza mi ha insegnato questo…ma noi non lo diremo che cosa ci ha dato perché fa parte del nostro “sudore” di qualcosa che ancora non abbiamo ben definito, di un profumo nuovo annusato, di un colore nuovo visto, di un suono nuovo udito di un volto nuovo che ci ha toccato e i cui tratti spesso si sono confusi con i tratti del nostro volto…  

Grazie S. Francesco per la Tua Benedizione.      

 

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