L’Officina dei Volti è uno spazio in cui sperimentarsi, imparare e mettersi alla prova, facendo esperienza di sé in modi nuovi.
Costruire, creare, scrivere, suonare: ogni attività offre la possibilità di scoprire capacità che magari non si pensava di avere, acquisire nuove competenze e confrontarsi con qualcosa che, all’inizio, può sembrare difficile o lontano da sé. È un modo concreto per ampliare la narrazione che ciascuno ha di sé e per costruire, esperienza dopo esperienza, una maggiore fiducia nelle proprie possibilità. Perché dopo aver fatto qualcosa che si pensava di non saper fare, diventa più difficile continuare a dirsi: “non lo so fare”.
È questo il senso dell’Officina dei Volti: creare occasioni per scoprire nuovi aspetti di sé e ampliare la propria identità attraverso esperienze concrete, condivise e significative.
Tra i progetti realizzati c’è il laboratorio di Liuteria, un percorso nel quale i ragazzi hanno costruito con le proprie mani una chitarra, ciascuno la propria, seguendone le diverse fasi di lavorazione fino alla realizzazione dello strumento. Un’esperienza che richiede pazienza, precisione, creatività e capacità di portare avanti un progetto nel tempo. Nel 2026 il progetto si è evoluto con la partecipazione di un gruppo di tatuatori volontari, che hanno affiancato i ragazzi nella decorazione delle chitarre, aiutandoli a trasformare ogni strumento in un pezzo unico attraverso disegni originali.
Nel laboratorio di creazione di gioielli, invece, grazie alla presenza di un’orafa volontaria, i ragazzi possono progettare e realizzare un gioiello di bigiotteria partendo da zero. Dalla scelta dei materiali alla lavorazione, ogni partecipante può sperimentare concretamente la possibilità di trasformare un’idea in qualcosa di proprio.
La stessa logica accompagna i progetti dedicati alla scrittura e alla musica, dove le persone accolte possono mettere in gioco la propria creatività, scrivere e registrare brani originali e trovare nuovi modi per raccontare le proprie esperienze.
L’Officina dei Volti è quindi uno spazio in cui il fare diventa anche un modo per conoscersi meglio: ogni nuova esperienza può aggiungere un volto, una capacità, una possibilità alla storia che ciascuno racconta di sé.






















